aprile 5, 2009

Ai Molini di Quiliano la tradizione si scopre… nuova

Appena usciti dal borgo di Quiliano (SV), lungo la strada, si incontra l’antica osteria Molini. E’ un locale attivo fin dal 1938, che ha cambiato diverse gestioni, ma è entrato ed è rimasto nella memoria della gente del posto. Ora ai fornelli c’è Alessio Pirotto, un giovane cuoco che dopo varie esperienze in giro per la Liguria è tornato al suo paese d’origine e con passione ha deciso di puntare su qualità e gusto per il suo ristorante. In un ambiente accogliente, dal sapore antico, potrete gustare un ottimo antipasto misto (buoni i formaggi, le seppie in umido, le acciughe marinate, sublime un carpione di pesci con bughe, scorfani, sardine e verdure dell’orto), e della panizza fritta croccante e saporita. Tra i primi, gnocchetti di patate, ravioli al capriolo e ravioli al baccalà con pinoli, olive e pomodorini freschi. Tutte le paste sono di loro produzione. Tra i secondi, ottima la buridda di baccalà, il coniglio, le acciughe fritte. Tra i dolci, squisito il tortino di cioccolato e la sfoglia con mele e crema alla cannella, tutti cotti al momento. E poi farinata e grigliate di carne. Prodotti genuini, freschi, del territorio mescolati e lavorati con creatività ma, allo stesso tempo, con un occhio di riguardo alla tradizione. Il pesce, poi, è sempre fresco. Scordatevi il fritto misto al lunedì, quando le barche non escono in mare la notte prima… Per quanto riguarda i vini, una carta piccola ma ben ragionata, con ottime etichette del savonese, buone incursioni in Piemonte, Toscana e Trentino. Buona scelta di liquori, e, se vi dice bene, magari anche un assaggio della produzione privata. Un posto particolare, dove mangiare bene in una atmosfera d’altri tempi, su vecchi tavoli in legno, magari una merenda oppure pranzo (solo alla domenica) o cena con gli amici, o comunque con persone care. E’ un posto, infatti, dove coltivare sentimenti gustando il piacere del buon cibo. Unico neo: la musica, troppo alta, e poi Bob Marley, De Gregori, Lanny Kravitz… non sono i più adatti per un viaggio pacifico nei sapori di un entroterra da (ri)scoprire.

F.A. Taitinger

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