ORIGINE BIO COCKTAIL

Origine

produce, seleziona e commercializza  bevande alcoliche certificate bio

 

con spiccata propensione al green ed altri prodotti agroalimentari

 

è specializzata nella continua evoluzione della linea bio liquori

monoerbe arrivati a 7 referenze, ottimi digestivi

ed interessanti basi per il bio cocktail.

tutto inizia dal distillato di grano certificato bio

e dalle acque minerali di fonte.

 

dalle erbe officinali forti note aromatiche

con gusto intenso ed equilibrato.

progetto 0.1:  la prima vodka italiana bio,

nuovo  riferimento Origine  per il mondo del bere miscelato,

un prodotto tradizionale ma dirompente nella sua peculiarità.

alta qualità organolettica e stile italiano.

direzione bio cocktail

uguale sintesi simbolica tra più elementi:  bere classico, tradizione,

vicinanza alla natura, nuovi stimoli,

mondo della notte con tappeto sonoro.

in sintesi la nostra visione:

la ricerca del bere autentico

quale atto popolare e culturalmente rilevante.

questioni dionisiache

gusto autentico  eleganza selvatica

http://www.origine-laboratorio.it

aprile 15, 2009

Trattoria Tripoli… una storia lunga 114 anni

 Nel 1895 una signora tornava dall’Uruguay a Piana Crixia, e lì apriva una locanda, la Corona grossa, in cui trovavano ristoro i viandanti e i mercanti che trasportavo il sale dalla riviera savonese. Poi, un suo figlio, agli albori del Novecento, partiva per la guerra di Libia. Tornato sano e salvo, la festa per accoglierlo finì per trasformare lo stesso nome del locale, e da allora fu Tripoli. Quando entrerete, difficilmente farete caso alla segnalazione del “Gambero rosso” affissa alla porta. Il locale è modesto, semplice. L’atmosfera è quella di una volta,  e non perché il locale ostenti arredamenti d’epoca, ma per i modi e per certi piccoli particolari. La cucina è radicale. Ravioli e tagliatelle al ragù, trippe, carni alla brace, spezzatino, maialino al latte, pollo alla cacciatora. Per antipasti, salumi, formaggetta piccante, frittatite e quello che la stagione propone. Tra i dolci, torta di nocciole, budino alle uova (parente stretto del Bunet), e la mattonella , una sorta di tiramisù.

L’altra sera, di passaggio, abbiamo potuto gustare degli ottimi salumi e la formaggetta piccante; poi dei ravioli, che sembrano scotti alla vista, ma in realtà sono squisitamente morbidi, con un ragù eccezionale, “grasso” come quello delle nonne nei giorni di festa. Per secondo, un pollo alla cacciatora che, garantisco, così si mangia solo qui alla trattoria Tripoli. Torta di nocciole e budino per dessert. I vini sono essenziali, buon dolcetto  e barbera, grossi e decisi.

E’ un piacere, poi, chiacchierare con Aldo, il marito della nipote di quella signora che aprì il locale. Appassionato di storia locale, ha scritto alcuni libri su Piana e dintorni, e vi potrà raccontare parecchie cose interessanti.

Cibo ottimo, fatto in casa, verdure dall’orto, tradizione, e un tipo di cucina che si propone per quello che è. Non deve inseguire le mode, ammiccare al pubblico. Non cerca top ten o copertine patinate. Qui si fa da mangiare per chi vuole gusti e sapori forti, per chi torna dalla caccia o da una camminata tra i boschi. Un luogo che davvero sembra sgorgare da due secoli fa, ma che ha seguito il tempo restando se stesso. Da provare.

 

F. A. Taitinger 

 

Ristorante Dai Frè: stile, gusto ed eleganza in salsa giovane…

L’ambiente è elegante, raffinato. Accogliente, intriso di colori caldi, luci soffuse. Ma quello che percepite subito, soprattutto se arrivate presto, è che sia in sala che soprattutto in cucina ci sono ragazzi giovani. E questa freschezza di gioventù la trovate poi per tutto il pasto. Discrezione e gentilezza, ma con quella cordialità un po’ sbarazzina appunto dei giovani, che magari difettano di esperienza, ma che trasmettono tutta la passione di cui sono capaci. E veniamo allora alla cucina. Essenzialmente di pesce, creativa e originale, mescola sapori più tradizionali con soluzioni solo apparentemente azzardate. Al Ristorante Dai Frè, ad Albisola Superiore, si coglie quella che ormai sta diventando la cucina ligure, in particolare del savonese, di qualità. Abbandonate insalate di mare fredde, messi da parte fritti misti da sagra paesana e branzini al cartoccio da allevamento, la strada è sempre più quella della qualità creativa, che mescola il pesce fresco a preparazioni fantasiose, oppure scopre le potenzialità del crudo, accompagnato con salse particolari. Ed è questa forse la cifra di una generazioni di cuochi giovani, che hanno saputo partire da un prodotto – il pesce – dato troppo per scontato, per arrivare ad una cucina di pesce che guarda lontano: sia indietro nel tempo, recuperando la tradizione, sia avanti, sperimentando nuove soluzioni. Tra gli antipasti, il pesce crudo (a volte di pescato giornaliero, quindi con pesci del mare ligure), altre con varietà più “internazionali” (salmone, tonno, spada, ostriche e scampi) accompagnato da salsine particolari, che sarà un piacere scoprire… Ottime anche le seppie e polpo con carciofi e grana, spadellati con aceto balsamico. Tra i primi, segnaliamo i tagliolini con cappesante e curry, davvero deliziosi, e gli gnocchi con scampi, limone e menta. Tra i secondi, delicata frittura di calamari, rombo su vellutata di asparagi e tortino di patate, orata al forno con carciofi. Tra i dolci, un ottimo flan di cioccolato alla crema di cioccolato bianco e una squisita creme brulè con salsa di fragole. Bella carta dei vini, con aperture regionali importanti, ma ancora da perfezionare. Ci piacerebbe, inoltre, trovare più attenzione per quei produttori locali liguri (alcuni ci sono, ma si può fare di meglio), che hanno ottimi vini con un rapporto qualità prezzo invidiabile. C’è poi una vasta offerta di grappe, liquori e wiskey, inserita in carta (ed è cosa ben fatta inserirvi anche questo tipo di bevande). Il pane è buono (in particolare quello con le olive), il servizio anche. Piccolo neo: non lasciamo sul tavolo sale, pepe e stuzzicadenti (lo so che poi, questi ultimi, li cerchiamo tutti disperatamente a fine pasto, però non stanno bene su un desco elegante e raffinato…), e teniamo la musica più bassa (anche se di qualità, come certo swing ascoltato in occasione della nostra cena). In conclusione, il Ristorante Dai Frè si è rivelato come la miglior sorpresa di questi primi mesi del 2009, e siamo certi che se ne sentirà ancora a parlare. Intanto, se volete concedervi il piacere di un buon pasto, provatelo, e ne rimarrete soddisfatti. Sempre ad Albisola, cogliete l’occasione di un giro alla Bottiglieria Berta, che con i Frè organizza anche serate a tema. E’, quella di Berta, una delle migliori della provincia, e oltre ai prodotti trovate la competenza del gestore che saprà consigliarvi secondo le vostre esigenze, sia di palato che di portafoglio.

F. A. Taitinger

aprile 5, 2009

Ai Molini di Quiliano la tradizione si scopre… nuova

Appena usciti dal borgo di Quiliano (SV), lungo la strada, si incontra l’antica osteria Molini. E’ un locale attivo fin dal 1938, che ha cambiato diverse gestioni, ma è entrato ed è rimasto nella memoria della gente del posto. Ora ai fornelli c’è Alessio Pirotto, un giovane cuoco che dopo varie esperienze in giro per la Liguria è tornato al suo paese d’origine e con passione ha deciso di puntare su qualità e gusto per il suo ristorante. In un ambiente accogliente, dal sapore antico, potrete gustare un ottimo antipasto misto (buoni i formaggi, le seppie in umido, le acciughe marinate, sublime un carpione di pesci con bughe, scorfani, sardine e verdure dell’orto), e della panizza fritta croccante e saporita. Tra i primi, gnocchetti di patate, ravioli al capriolo e ravioli al baccalà con pinoli, olive e pomodorini freschi. Tutte le paste sono di loro produzione. Tra i secondi, ottima la buridda di baccalà, il coniglio, le acciughe fritte. Tra i dolci, squisito il tortino di cioccolato e la sfoglia con mele e crema alla cannella, tutti cotti al momento. E poi farinata e grigliate di carne. Prodotti genuini, freschi, del territorio mescolati e lavorati con creatività ma, allo stesso tempo, con un occhio di riguardo alla tradizione. Il pesce, poi, è sempre fresco. Scordatevi il fritto misto al lunedì, quando le barche non escono in mare la notte prima… Per quanto riguarda i vini, una carta piccola ma ben ragionata, con ottime etichette del savonese, buone incursioni in Piemonte, Toscana e Trentino. Buona scelta di liquori, e, se vi dice bene, magari anche un assaggio della produzione privata. Un posto particolare, dove mangiare bene in una atmosfera d’altri tempi, su vecchi tavoli in legno, magari una merenda oppure pranzo (solo alla domenica) o cena con gli amici, o comunque con persone care. E’ un posto, infatti, dove coltivare sentimenti gustando il piacere del buon cibo. Unico neo: la musica, troppo alta, e poi Bob Marley, De Gregori, Lanny Kravitz… non sono i più adatti per un viaggio pacifico nei sapori di un entroterra da (ri)scoprire.

F.A. Taitinger